Nella 14ª tappa da Aosta a Pila, il danese della Visma-Lease a Bike attacca nel finale e conquista la sua terza vittoria in questo Giro. Crolla Eulálio, Gall e Hindley sul podio di giornata.
onas Vingegaard ha scelto la salita di Pila per cambiare il volto del Giro d’Italia 2026. Nella 14ª tappa, da Aosta a Pila-Gressan, il danese della Team Visma-Lease a Bike ha firmato una vittoria netta, potente, quasi inevitabile, conquistando non solo il successo di giornata ma anche la Maglia Rosa. La frazione, lunga 133 chilometri e con 4.350 metri di dislivello, era una di quelle tappe capaci di riscrivere la classifica generale. E così è stato.
La corsa si è accesa progressivamente, tra fughe, selezione naturale e ritmo altissimo imposto dalla Visma. La squadra di Vingegaard ha lavorato con precisione chirurgica, preparando il terreno per l’attacco del proprio capitano sulla durissima ascesa finale verso Pila, caratterizzata da venti tornanti e pendenze capaci di mettere in crisi anche gli uomini di classifica.
Il momento decisivo è arrivato negli ultimi chilometri. Vingegaard ha cambiato passo e nessuno è riuscito a rispondere davvero. Felix Gall ha provato a limitare i danni, ma il danese ha continuato ad aumentare il margine fino al traguardo, chiudendo in 3h53’01”. Alle sue spalle Gall ha terminato secondo a 49 secondi, mentre Jai Hindley ha completato il podio di giornata a 58 secondi.
La grande vittima della giornata è stata Afonso Eulálio. Il portoghese, che indossava la Maglia Rosa, ha resistito finché ha potuto, ma sulla salita finale ha pagato il ritmo degli uomini Visma e l’accelerazione di Vingegaard. Il suo ritardo gli è costato il primato in classifica generale: ora la corsa ha un nuovo padrone e il Giro sembra avere cambiato definitivamente direzione.
Per Vingegaard si tratta della terza vittoria di tappa in questa edizione, dopo i successi già ottenuti in montagna. Ma quella di Pila pesa più delle altre, perché arriva nel giorno in cui il danese prende il comando della classifica generale e manda un messaggio chiarissimo agli avversari: da qui a Roma, il Giro passa dalle sue gambe.
La nuova situazione delle maglie racconta bene il terremoto della tappa valdostana. Vingegaard veste la Maglia Rosa e anche la Maglia Azzurra della montagna, Jhonatan Narváez mantiene la Ciclamino, mentre Eulálio conserva la Bianca di miglior giovane. Ma il segnale più forte è quello della classifica generale: la Visma ha preso in mano la corsa e ora saranno gli altri a dover inventare qualcosa.
La tappa di Pila resterà una delle giornate chiave di questo Giro d’Italia. Non solo per la vittoria, ma per il modo in cui è arrivata: controllo di squadra, attacco secco, superiorità in salita e classifica ribaltata. Vingegaard non ha semplicemente vinto una tappa. Ha dato al Giro un nuovo padrone.
Fabio Averna
