Il Giro d’Italia 2026 regala finalmente una grande festa ai colori italiani. Nella tredicesima tappa, da Alessandria a Verbania, è stato infatti Alberto Bettiol a prendersi la scena con una vittoria di enorme carattere, costruita grazie a un attacco deciso sull’ultima salita di Ungiasca e finalizzata con una discesa perfetta verso il traguardo piemontese.
Per il corridore toscano della XDS Astana si tratta della seconda vittoria in carriera al Giro, ma soprattutto di un successo dal peso emotivo enorme. Bettiol ha corso praticamente “in casa”, sulle strade che conosce bene e davanti alla famiglia e agli amici arrivati a sostenerlo lungo il percorso. Una giornata speciale che il campione italiano ha trasformato in una vera impresa.
La tappa, lunga 189 chilometri, sembrava inizialmente destinata a una fuga da lontano. Dopo una prima parte relativamente tranquilla, un gruppo numeroso di attaccanti è riuscito a prendere il largo accumulando oltre dieci minuti di vantaggio sul gruppo maglia rosa. Con il passare dei chilometri, però, la selezione naturale del percorso ha iniziato a scremare il drappello di testa.
Tutto si è deciso sulle rampe dell’Ungiasca, salita breve ma estremamente dura e posta a pochi chilometri dall’arrivo. Andreas Leknessund aveva provato l’azione decisiva, cercando di anticipare tutti con uno scatto violento. Bettiol però non ha perso lucidità: ha gestito lo sforzo, si è riportato sul norvegese e lo ha superato nel tratto finale della salita, prima di lanciarsi in una discesa aggressiva e spettacolare.
Da quel momento non c’è più stata storia. Bettiol ha continuato ad aumentare il margine curva dopo curva, arrivando a Verbania in perfetta solitudine con il tempo di godersi gli ultimi metri e alzare le braccia al cielo. Alle sue spalle Leknessund ha chiuso secondo, ancora una volta vicino al successo ma costretto ad arrendersi nel finale. Terzo posto per Jasper Stuyven, vincitore della volata del gruppetto inseguitore.
Per quanto riguarda la classifica generale, nessun cambiamento tra i big. La maglia rosa resta sulle spalle del portoghese Afonso Eulalio, arrivato con il gruppo dei favoriti con oltre tredici minuti di ritardo ma senza perdere terreno sui principali rivali. Jonas Vingegaard rimane secondo in classifica generale, mentre gli uomini da podio hanno preferito risparmiare energie in vista del primo grande tappone alpino.
E proprio la prossima tappa promette scintille. La Aosta-Pila sarà infatti uno dei primi veri esami di alta montagna di questa edizione del Giro. Salite lunghe, pendenze severe e oltre quattromila metri di dislivello potrebbero finalmente aprire la battaglia tra i grandi favoriti per la vittoria finale.
Fabio Averna
