• Lun. Ago 31st, 2026
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Tadej Pogacar firma una delle sue imprese più spettacolari nella 12ª tappa del Tour de France 2025, da Auch a Hautacam, regalando agli appassionati una cavalcata memorabile sulle salite pirenaiche. Il fuoriclasse sloveno attacca con decisione a 12 chilometri dalla vetta finale e resiste da solo fino al traguardo, staccando tutti i rivali e indossando di nuovo la maglia gialla.

L’attacco arriva con decisione proprio quando la salita di Hautacam inizia a fare selezione naturale. Pogacar, supportato dal lavoro di Wellens, Narvaez e Yates, piazza il colpo decisivo. Solo Jonas Vingegaard riesce inizialmente a resistere, ma lo sloveno è in giornata di grazia e aumenta progressivamente il vantaggio: 10 secondi, poi 30, un minuto, fino a oltre due minuti al traguardo. Lo sloveno chiude la tappa in solitaria, alzando le braccia al cielo dopo 13,5 km di ascesa al 7,8% di media, con Vingegaard staccato di 2’10”.

Sul podio di giornata anche Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-Hansgrohe), autore di una solida prestazione, terzo a 2’23”. Il giovane tedesco si conferma tra le rivelazioni di questo Tour, mentre Tobias Johannessen e Oscar Onley completano la top 5, entrambi a 3 minuti esatti.

Remco Evenepoel, pur accusando un ritardo di 3’35”, mantiene salda la maglia bianca di miglior giovane, ma perde terreno prezioso nella lotta per il podio. Giornata complicata anche per Primoz Roglic, mai incisivo, e per la maglia gialla uscente Ben Healy, che affonda sin dai primi GPM e chiude a oltre sei minuti di distacco, uscendo definitivamente dai giochi per la classifica.

La nuova generale vede Pogacar leader con 3’31” su Vingegaard, 4’45” su Evenepoel, seguito da Lipowitz (+5’34”) e Vauquelin (+5’40”). Lo sloveno conquista anche la maglia a pois, e si avvicina alla verde di Milan: un dominio che lo proietta verso una possibile storica tripla maglia.

Domani la 13ª tappa promette nuove scintille: una cronoscalata breve ma intensa, da Loudenvielle a Peyragudes, 11 chilometri tutti in salita. Pogacar parte con un vantaggio psicologico enorme, ma la sfida resta apertissima, con Vingegaard e Evenepoel chiamati a una prova d’orgoglio.

Dopo la caduta del giorno precedente e le preoccupazioni sulle sue condizioni fisiche, Pogacar ha risposto con una delle sue migliori versioni. «Spero che la botta non incida, ma mi sento bene. Oggi daremo tutto», aveva detto alla partenza. Promessa mantenuta. I Pirenei gli hanno restituito lo scettro.

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