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Il fuorionda che scuote la Ducati: Bagnaia confessa a Di Giannantonio, «Non me lo fanno fare»

Crash of Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) on track during Grand Prix race at Misano World Circuit on September 13, 2026 in Misano Adriatico, Italy.

Cinque parole pronunciate lontano dalle interviste ufficiali sono bastate per accendere un nuovo caso nel paddock della MotoGP. Al termine del difficile fine settimana di Misano, le telecamere di DAZN Spagna hanno registrato un dialogo tra Francesco Bagnaia e Fabio Di Giannantonio. Una conversazione apparentemente privata, diventata rapidamente pubblica per il contenuto delle dichiarazioni del pilota ufficiale Ducati.

Bagnaia appare provato e cerca di spiegare al collega le sensazioni negative trasmesse dalla propria Desmosedici. Di Giannantonio gli domanda perché stia utilizzando quello che definisce il «cosettino dietro», senza che dal filmato sia possibile stabilire con certezza a quale componente o regolazione tecnica faccia riferimento.

La risposta di Pecco lascia immediatamente trasparire tutta la sua frustrazione: «Quello è il minimo dei problemi. Io metto quello che mi dicono di usare. Ho già provato tutto». Bagnaia prosegue spiegando di non avvertire differenze significative tra la gomma anteriore morbida e quella media, né tra uno pneumatico già utilizzato e uno nuovo montato per la qualifica.

Il passaggio più eloquente riguarda però la frenata. Il pilota torinese descrive una moto che, non appena viene azionata la leva del freno, gli trasmette la sensazione di avere la frizione tirata. Un comportamento che impedirebbe a Pecco di rallentare la moto come vorrebbe, togliendogli fiducia proprio nella fase in cui ha costruito molti dei successi della sua carriera.

Di Giannantonio ascolta attentamente e prova a suggerire una possibile soluzione. Il pilota del Pertamina Enduro VR46 Racing Team propone a Bagnaia di utilizzare una configurazione più normale e vicina alla propria, definita dallo stesso Diggia come un assetto molto semplice e di base. È in quel momento che arriva la frase destinata a trasformare un confronto tecnico tra due piloti in un caso mediatico: «Non me lo fanno fare».

Di Giannantonio, sorpreso dalla risposta, conclude la conversazione con un eloquente «Alzo le mani». Il breve scambio termina così, lasciando però aperte numerose domande. Chi non permetterebbe a Bagnaia di provare quella configurazione? Per quale ragione? Si tratta di un vero divieto, di una precisa linea tecnica stabilita dalla squadra oppure della necessità di rispettare un programma di lavoro già concordato?

Il filmato di DAZN Spagna non offre risposte definitive. Non chiarisce nemmeno quale modifica Di Giannantonio stesse suggerendo. Trasformare automaticamente quelle parole nella prova di un sabotaggio o nella volontà della Ducati di penalizzare Bagnaia sarebbe quindi una conclusione priva di elementi concreti.

Resta tuttavia il peso di una conversazione che mostra un rapporto tecnico diventato estremamente complicato. La frase «io metto quello che mi dicono di usare» restituisce l’immagine di un pilota che non sente più completamente propria la direzione intrapresa nel box. Ancora più significativa è la naturalezza con la quale Diggia propone di tornare a una configurazione di base, quasi a voler eliminare le variabili accumulate durante mesi di tentativi.

Il problema di Bagnaia non sembra riguardare solamente la prestazione assoluta della moto, ma soprattutto la fiducia. Quando un pilota non riesce a prevedere il comportamento della propria moto in frenata, anche la ricerca del limite diventa estremamente difficile. Ogni ingresso in curva si trasforma in un’incognita e qualsiasi modifica rischia di aggiungere nuovi dubbi invece di risolvere quelli già esistenti.

Il fuorionda di Misano non dimostra l’esistenza di complotti, ma racconta qualcosa di forse ancora più importante: la distanza che sembra essersi creata tra Bagnaia e il progetto tecnico che dovrebbe sostenerlo. Pecco ha parlato senza i filtri abituali delle conferenze stampa e proprio per questo le sue parole hanno assunto una forza particolare.

Adesso spetterà alla Ducati chiarire il significato di quel «non me lo fanno fare» e spiegare se Bagnaia possa realmente scegliere una configurazione differente. Fino ad allora rimarranno soltanto il filmato diffuso da DAZN Spagna, le cinque parole pronunciate da Pecco e un interrogativo che, dopo Misano, accompagna tutto il paddock della MotoGP.

Titolo SEO: Bagnaia-Ducati, il fuorionda con Di Giannantonio: «Non me lo fanno fare»

Tag: Francesco Bagnaia, Fabio Di Giannantonio, Ducati, MotoGP, Misano, DAZN Spagna, Ducati Lenovo Team, VR46 Racing Team, fuorionda Bagnaia

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