• Sab. Set 26th, 2026

Il confronto che tutti attendevano — Bezzecchi contro Márquez — non è mai cominciato. Partito bene dalla pole record (primo uomo al mondo sotto l’1’30” su questo tracciato), Bezzecchi ha condotto le prime battute della gara per poi perdere l’anteriore alla curva 13 e scivolare via da solo, mentre era al comando. Zero punti, in un weekend che era nato per essere il suo.

Da lì la corsa ha avuto una sola trama vera. Márquez ha ereditato la testa fino al settimo giro, quando Jorge Martín lo ha passato alla curva 4 costruendosi un margine apprezzabile; al dodicesimo, alla curva 6, è arrivata la risposta. Márquez è tornato davanti e non ha più lasciato la posizione. Martín, invece, è progressivamente arretrato fino al quinto posto, superato da entrambi i fratelli Márquez e da Fermín Aldeguer: a fine gara ha spiegato di aver corso con una sindrome compartimentale, che ne ha compromesso la tenuta nella seconda metà.

Il podio — Marc Márquez, Álex Márquez, Pedro Acosta — ha prodotto anche un dato statistico inedito: sei piloti spagnoli nelle prime sei posizioni, mai accaduto prima nella storia della MotoGP.

Ordine d’arrivo (primi quattordici)

Pos. Pilota
1 Marc Márquez
2 Álex Márquez
3 Pedro Acosta
4 Fermín Aldeguer
5 Jorge Martín
6 Raúl Fernández
7 Fabio Di Giannantonio
8 Enea Bastianini
9 Luca Marini
10 Fabio Quartararo
11 Brad Binder
12 Toprak Razgatlıoğlu
13 Franco Morbidelli
14 Pol Espargaró

Per Bagnaia, la domenica ha ricalcato il sabato senza attenuanti: caduta al quinto giro mentre occupava la nona posizione. Un weekend che lui stesso ha liquidato con una frase che vale più di qualsiasi analisi tecnica: «Bisogna basarsi sul fatto che il livello che ho è da 8° o 9° posto».

Mondiale: un pareggio che non è un equilibrio

Pos. Pilota Punti
1 Marc Márquez 274
2 Jorge Martín 274
3 Fabio Di Giannantonio 223
4 Marco Bezzecchi 214
5 Pedro Acosta 209
6 Ai Ogura 203
7 Raúl Fernández 199
8 Álex Márquez 193
9 Francesco Bagnaia 143
10 Fermín Aldeguer 105

Márquez e Martín appaiati a quota 274, con il primo davanti per numero di vittorie. È il punto d’arrivo di una rimonta che lo stesso Márquez ha descritto senza infingimenti — da un passivo di 102 punti a un attivo virtuale — attribuendola in buona parte agli errori altrui: «Ho ricevuto un regalo dai miei avversari e cercherò di sfruttarlo al meglio».

È qui che le due metà del weekend si saldano. Il sabato aveva mostrato un Márquez capace di vincere costruendo la corsa; la domenica ha mostrato un Márquez capace di vincere raccogliendo ciò che gli altri lasciano per strada. In un campionato lungo, la seconda capacità pesa quanto la prima — e Bezzecchi, che a Misano ha firmato il giro più veloce mai girato e ha chiuso con zero punti, ne è la dimostrazione più costosa.

Quanto alla rivalità di cui si è parlato per tutto il fine settimana, Márquez l’ha archiviata con una battuta che vale come posizione ufficiale: il libro di Valentino Rossi, «magari lo leggerò quando mi ritiro».

Elaborazione giornalistica basata sull’analisi del sabato di Misano proposta da Cosimo Curatola nel format BENZINE, integrata con i dati e le dichiarazioni della gara domenicale pubblicati da Moto.it.

Fabio Averna

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