Fabio Di Giannantonio (4°) corre di fatto con una moto sola: la seconda — «l’indemoniata», parole sue — girava un secondo e mezzo più lenta. Un’eco involontaria del lessico di Bagnaia, e una coincidenza che meriterebbe un confronto diretto fra i due.
Álex Márquez (5°) paga due cadute in qualifica e una griglia arretrata, dopo essere stato indicato da molti come il terzo incomodo naturale. Da segnalare, sul piano dell’immagine, la livrea speciale che Gresini Racing schiererà in gara: un omaggio Honda San Carlo per i trent’anni del team, alternativo all’attesa celebrazione Garelli dedicata a Fausto.
Pedro Acosta (6°) conferma un rapporto tutt’altro che diplomatico con Fermín Aldeguer e una tigna che, guardando al 2027, lo rende il candidato più naturale al ruolo di campione in pectore. Dietro, Raúl Fernández e lo stesso Aldeguer.
Luca Marini, partito sesto, offre la lettura tecnica più interessante della giornata: moto migliorata in qualifica e peggiorata sul passo gara. È il dilemma che apre una questione regolamentare non banale — se abbia senso spingere la differenziazione fra le due moto fino in fondo, una configurata come mezzo da qualifica, aggressiva sul grip e famelica di gomma, l’altra impostata sull’endurance della gara. Oggi il compromesso è obbligato. Una deroga sulle specifiche renderebbe il sabato uno sport diverso dalla domenica.
Johann Zarco (10°) continua a produrre risultati che il suo stato fisico non giustifica — cammina ancora a fatica — e precede il compagno di squadra, il cui ballottaggio per il sedile ufficiale sembra orientarsi verso David Alonso.
Franco Morbidelli (12°) è stato penalizzato per aver ostacolato Enea Bastianini nelle libere, e ha reagito con una difesa lucida: «Sono il meno furbo dei piloti, ma queste regole devono essere a prova di stupido». La questione — bandiere blu, segnalazioni di rientro — resta tecnicamente aperta.
Brad Binder (14°) è il primo dei KTM non Acosta, davanti a Bastianini e Pol Espargaró. Non basta, e il suo futuro è già scritto in Superbike con BMW.
Sul fronte Yamaha, Jack Miller è ancora una volta il migliore della casa davanti a Toprak Razgatlıoğlu e Álex Rins. Fabio Quartararo chiude ultimo dopo una caduta al terzo giro alla curva 14, ma il dato rilevante è ciò che ha fatto dopo: rimessa in piedi la moto, ha girato oltre un secondo più forte. Le critiche ricevute sul suo approccio con il progetto Yamaha sembrano aver prodotto un cambio di atteggiamento.
Fabio Averna

