Il round della Superbike in Repubblica Ceca ha confermato ancora una volta quanto il mondiale 2026 stia vivendo una fase estremamente combattuta e spettacolare. Sul circuito di Most il fine settimana ha regalato sorpassi aggressivi, gare tiratissime e continui cambi di scenario, con Ducati ancora punto di riferimento ma con Yamaha, BMW e Kawasaki capaci di mettere pressione in diversi momenti del weekend.
La sensazione emersa chiaramente tra Gara 1, Superpole Race e Gara 2 è che il campionato sia entrato nella sua fase più intensa. Ogni dettaglio sta facendo la differenza: gestione gomme, scelta del setup e capacità di adattarsi alle condizioni della pista sono diventati fattori decisivi.
Il protagonista assoluto del weekend è stato ancora una volta Nicolò Bulega. Il pilota italiano ha mostrato una velocità impressionante soprattutto sul passo gara, riuscendo a costruire margine nei momenti chiave e mantenendo una gestione quasi perfetta delle gomme nella parte finale delle manche più lunghe. A Most la Ducati ha dimostrato di avere ancora qualcosa in più in accelerazione e trazione, soprattutto nei cambi di direzione più veloci.
Bulega ha però dovuto sudarsi ogni risultato. Toprak Razgatlioglu ha confermato di essere probabilmente l’avversario più pericoloso dell’intero schieramento. Il turco della BMW è stato aggressivo fin dalle prove libere, spingendo fortissimo soprattutto nelle staccate violente del tracciato ceco. In diversi momenti del weekend sembrava addirittura poter interrompere il dominio Ducati grazie a un ritmo estremamente costante e a una BMW finalmente molto competitiva anche sul giro secco.
Le battaglie tra Bulega e Razgatlioglu hanno acceso il pubblico di Most. Sorpassi al limite, incroci di traiettoria e continui tentativi di attacco hanno trasformato diverse fasi delle gare in autentici duelli da corpo a corpo, ricordando le grandi sfide della SBK degli anni migliori.
Molto positivo anche il weekend di Álvaro Bautista. Lo spagnolo ha mostrato segnali di crescita dopo alcune gare complicate, tornando competitivo soprattutto nella gestione delle fasi centrali di gara. Bautista non è ancora apparso dominante come nelle sue stagioni migliori, ma il feeling con la Panigale sembra in netto miglioramento e il campione spagnolo è tornato stabilmente nelle posizioni di vertice.
Yamaha ha invece vissuto un fine settimana a due facce. Da una parte Andrea Locatelli è riuscito a conquistare risultati importanti grazie a grande regolarità e pulizia di guida; dall’altra Jonathan Rea continua a cercare il pieno adattamento alla R1. Il nordirlandese ha mostrato qualche lampo del suo talento, ma anche diverse difficoltà soprattutto nei momenti in cui serviva attaccare davvero i piloti Ducati e BMW.
In crescita anche Kawasaki, che su una pista tecnica come Most è riuscita a difendersi meglio rispetto ad altri appuntamenti stagionali. Axel Bassani ha lottato duramente nella top ten per tutto il weekend, dimostrando aggressività e grande determinazione soprattutto nelle prime fasi delle gare.
Le condizioni della pista hanno reso il weekend ancora più complicato. Temperature variabili e grip non sempre costante hanno obbligato team e piloti a continui adattamenti. In alcune sessioni il vento ha reso molto instabile il comportamento delle moto nei curvoni veloci, aumentando il rischio di errore.
Dal punto di vista del campionato, il round ceco lascia una situazione ancora apertissima. Ducati mantiene il riferimento tecnico della categoria, ma il vantaggio sugli avversari non appare più così netto come a inizio stagione. BMW continua a crescere gara dopo gara e Razgatlioglu sembra sempre più convinto di poter lottare concretamente per il titolo fino all’ultima tappa.
Most ha quindi confermato una cosa: la Superbike 2026 è viva, aggressiva e spettacolare. E con un equilibrio così sottile tra i protagonisti, ogni weekend può cambiare completamente la lotta mondiale.
Fabio Averna
