La vittoria della Openjobmetis Varese contro la Nutribullet Treviso per 91-86 alla Itelyum Arena non è stata soltanto una partita combattuta fino agli ultimi possessi. È stata soprattutto la dimostrazione della capacità di coach Ioannis Kastritis di leggere la gara e cambiare le carte in tavola nel momento decisivo.
Nel finale di partita, infatti, due dei principali terminali offensivi biancorossi, Ike Iroegbu e Olivier Nkamhoua, sono rimasti sorprendentemente in panchina durante le azioni decisive.
Kastritis ha deciso di fidarsi del quintetto che stava funzionando in quel momento. Sul parquet sono rimasti Nate Renfro, Allerik Freeman, Davide Alviti, Carlos Stewart e Tazé Moore, un gruppo che in passato non sempre aveva convinto ma che, contro Treviso, ha trovato equilibrio e continuità proprio nei minuti più delicati.
La scelta del tecnico greco è stata dettata anche dall’andamento della gara. Iroegbu, pur trovando 9 punti, ha vissuto una serata complicata al tiro e nella gestione del ritmo, rallentando talvolta l’azione offensiva con palleggi prolungati.
Situazione simile per Nkamhoua, autore di un buon secondo e inizio terzo quarto ma poi sostituito da Allerik Freeman, che ha risposto con una delle sue migliori prestazioni stagionali: 14 punti e 4 triple a segno, oltre a una presenza solida su entrambi i lati del campo.
Determinanti sono stati anche Carlos Stewart e Davide Alviti. Stewart ha trovato canestri e giocate importanti nel momento in cui Treviso era riuscita a portarsi sul +5, mentre Alviti ha lavorato con grande energia sotto canestro, chiudendo con 7 rimbalzi e segnando il canestro del sorpasso.
Kastritis ha quindi scelto di non interrompere un equilibrio che stava funzionando. Una decisione coraggiosa, perché la soluzione più semplice sarebbe stata rimettere in campo i titolari per evitare eventuali critiche in caso di sconfitta. Invece il coach greco ha seguito l’inerzia della partita, dimostrando flessibilità tattica e fiducia nel gruppo.
Un altro aspetto interessante emerso nel finale riguarda Tazé Moore. Senza Iroegbu in campo, l’esterno ha assunto maggiori responsabilità nella gestione del pallone. Una scelta che ha permesso a Moore di sfruttare meglio le proprie caratteristiche: attaccare il ferro, leggere i movimenti dei compagni e distribuire assist nei momenti chiave.
Questo non ridimensiona il ruolo di Iroegbu, che resta il principale regista offensivo della squadra, ma amplia le possibilità tattiche della Openjobmetis. Con più soluzioni di gestione dell’attacco, Varese diventa meno prevedibile e più difficile da difendere.
La vittoria contro Treviso, quindi, non è solo due punti pesanti in classifica. È anche il segnale che la squadra di Kastritis riesce a trovare nuove certezze anche nei momenti decisivi della partita.
Matteo Averna
