Domenica 18 gennaio l’Itelyum Arena è stata un palcoscenico di una partita intensa e a tratti spettacolare, e alla lunga la Reyer Venezia ha imposto la propria superiorità, superando Pallacanestro Varese con il punteggio di 94-106.
La gara parte in equilibrio, con Varese che prova a tenere alto il ritmo e a rispondere colpo su colpo all’organizzazione offensiva veneziana. I biancorossi trovano buone soluzioni in attacco e restano agganciati nel punteggio, sfruttando l’energia del pubblico e una circolazione di palla efficace nei primi due quarti. Venezia, però, non si scompone: gioca con pazienza, sceglie bene i tiri e comincia a far pesare la maggiore profondità del roster.
Il momento chiave arriva dopo l’intervallo. La Reyer alza l’intensità difensiva e trova continuità offensiva. Varese prova a reagire, spinta dall’orgoglio e da qualche fiammata individuale, ma fatica a contenere le soluzioni perimetrali e il gioco interno degli ospiti. Nell’ultimo quarto Venezia gestisce il vantaggio con lucidità, respingendo ogni tentativo di rimonta e chiudendo il match sopra la doppia cifra di margine.
In casa Varese arrivano segnali importanti soprattutto da Davide Alviti e Nate Renfro, entrambi capaci di farsi perdonare qualche passaggio a vuoto con una prova offensiva concreta e continua. Positivo anche l’impatto di Assui, che mette energia e punti nei momenti di bisogno, mentre Moore alterna buone giocate a altre non esaltanti, incarnando una serata fatta di luci e ombre.
Dall’altra parte, Venezia conferma la propria solidità collettiva: più uomini in doppia cifra, scelte sempre ragionate e la sensazione di avere il controllo della partita nei momenti decisivi. Una vittoria che certifica lo spessore della Reyer e lascia a Varese indicazioni utili su cui lavorare, soprattutto nella gestione dei passaggi a vuoto e nella tenuta difensiva contro squadre di alto livello.
Per i biancorossi resta una prestazione generosa, ma non sufficiente contro una Venezia cinica e matura, capace di colpire nel momento giusto e portare a casa due punti pesanti.
Matteo Averna
