• Lun. Ago 31st, 2026

Quando il numero 1 del mondo affronta l’uomo che ha dominato più a lungo la vetta del tennis, tutto si ferma. Se poi succede a Wimbledon, in una semifinale, diventa storia.

Jannik Sinner, 57 settimane in cima e un sogno chiamato primo Wimbledon. Di fronte a lui Novak Djokovic, 428 settimane da re e la fame di un ottavo sigillo sull’erba più prestigiosa.

Il tempo è davvero passato per Djokovic? Non batte Sinner da quattro incontri, dal 2023, e oggi riconosce che non può più considerarsi favorito contro questo italiano che gioca con la lucidità e la potenza di una macchina perfetta. Il Sinner di oggi è il nuovo modello di quella mentalità vincente che lo stesso Djokovic ha incarnato per un’epoca.

Non è un caso che Nole, dopo la maratona contro un altro italiano velocissimo come Flavio Cobolli, abbia confessato quanto sia diventato pesante prepararsi per ogni Slam a 38 anni.

“A volte mi stanco di tutte le cose che devo fare ogni giorno per preparare il mio corpo,” ha raccontato Djokovic. “Sono tante ore fuori dal campo, in palestra, sul lettino. Ho dieci persone nel mio team che lavorano ogni giorno su ogni dettaglio della mia carriera, dentro e fuori dal campo.”

Eppure, eccolo qui, ancora una volta, pronto a difendere il suo posto nel tempio del tennis.

Sinner-Djokovic a Wimbledon non è una semplice semifinale. È lo scontro tra il presente e la leggenda, un passaggio di consegne che potrebbe scrivere un nuovo capitolo nella storia del tennis sul palcoscenico più importante di tutti.

Fabio Averna

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