di Fabio Averna

Certe storie sembrano scritte per finire in gloria. E Oklahoma City, dopo anni di attesa e ricostruzione, può finalmente alzare al cielo il Larry O’Brien Trophy. Un titolo storico, il primo da quando la franchigia è sbarcata in città nel 2008, arrivato al termine di una serie finale degna di un film: 7 partite al cardiopalma contro Indiana, con colpi di scena, infortuni, e un MVP che ha riscritto la narrativa di questa stagione.
La faccia di questa impresa è una sola: Shai Gilgeous-Alexander. Classe, leadership, freddezza. Semplicemente dominante. L’MVP della regular season si è caricato i Thunder sulle spalle anche in finale, chiudendo Game 7 con 29 punti e 12 assist, diventando il primo dopo Shaq nel 2000 a firmare il triplete personale: capocannoniere, MVP stagionale, MVP delle Finals. Numeri da leggenda.
E se Indiana ci ha provato con tutto il cuore, ha dovuto arrendersi al destino. L’infortunio di Haliburton, uscito nel primo quarto dell’ultima partita con la rottura del tendine d’Achille, ha lasciato un vuoto troppo grande da colmare. I Pacers avevano lottato come leoni, strappando anche gara 1 in volata e costruendo una postseason da favola, ma senza il loro faro offensivo è stata notte fonda.
Il 103-91 finale al Paycom Center è la fotografia perfetta di una squadra che ha saputo costruire mattone dopo mattone. Holmgren e Jalen Williams hanno dato il loro contributo, ma è stato il numero 2 canadese a brillare. A 26 anni, Shai ha portato a termine una stagione monstre con la maturità di un veterano e l’entusiasmo di un predestinato.
Non è solo una vittoria, è l’inizio di un’era. Sam Presti ha costruito un gruppo giovane, affamato, capace di vincere già oggi ma con margini ancora spaventosi. OKC ha chiuso con un record di 68 vittorie in regular season – quinto miglior risultato all-time – e con questo anello potrebbe aprirsi un ciclo.
Ai Pacers resta l’amarezza e l’incertezza sul futuro di Haliburton, ma anche la consapevolezza di aver gettato le basi per qualcosa di importante. Rivederli in corsa per il titolo non sarà una sorpresa.
Ma oggi, la copertina è tutta per Shai. Non solo il miglior giocatore di questa stagione, ma l’uomo che ha cambiato la storia di una franchigia. Un MVP completo, elegante e letale. Il nuovo volto della NBA.
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