• Ven. Set 25th, 2026
Foto Gianluca Bertoni

Domenica 27 settembre si alza il sipario e all’Itelyum Arena arriva la Virtus Bologna: per la Openjobmetis non poteva esserci battesimo più impegnativo. Sette giorni dopo sarà già tempo della prima trasferta, a Scafati, segno che il campionato non concederà tempo per ambientarsi e chiederà risposte fin da subito.

L’estate ha lasciato segnali incoraggianti. La squadra ha messo in fila quattro vittorie nel precampionato, battendo avversari di categoria come Napoli e BC Roma e superando bene anche il test con Livorno. Poi è arrivata l’ultima amichevole, davanti ai tifosi, persa contro la Maxima Roma in una gara in cui i biancorossi hanno concesso oltre cento punti. Non è un dramma, ma è un indizio da non ignorare. Questa Varese segna con facilità, corre e trova soluzioni, mentre il vero nodo resta l’altra metà del campo. In Serie A le partite si vincono quando l’attacco si inceppa, ed è proprio in quei momenti che serve una difesa capace di reggere.

La notizia che più racconta il momento del club, però, non arriva dal parquet. Il progetto di ampliamento del Campus, con un centro d’allenamento moderno e un polo medico dedicato, è la dichiarazione d’intenti più chiara degli ultimi anni. Varese non potrà mai sfidare le big sul piano economico, ma può diventare il luogo dove i giocatori scelgono di venire perché qui crescono meglio che altrove. Strutture, metodo e attenzione al recupero fisico sono gli strumenti con cui una piazza di medie dimensioni resta competitiva, ed è una scommessa sul lungo periodo che, per una volta, sembra quella giusta.

Il calendario, intanto, non farà sconti. Dopo Bologna e Scafati arriveranno Trieste in casa, Trento in trasferta e di nuovo Roma a Masnago, un primo mese che dirà molto sulla solidità del gruppo. Il derby con Cantù andrà in scena soltanto a dicembre, lontano da casa, e sarà il vero termometro dell’umore della piazza.

Chiedere i playoff subito sarebbe ingeneroso, accontentarsi della salvezza sarebbe riduttivo. La misura giusta è una squadra che lotti ogni sera, riconoscibile nel gioco e nell’atteggiamento, perché Masnago ha sempre perdonato le sconfitte ma mai la resa. Domenica contro la Virtus non servirà un miracolo: basterà mostrare un’identità. Il resto, con un progetto finalmente solido alle spalle, potrà arrivare col tempo.

Matteo Averna

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