• Gio. Set 3rd, 2026

Ci sono piste sulle quali vincere una volta significa entrare nell’albo d’oro e altre sulle quali continuare a vincere significa costruire una storia. Per Jackson Goldstone la Black Snake appartiene ormai alla seconda categoria. In Val di Sole il canadese ha aggiunto un altro capitolo al suo rapporto speciale con il tracciato trentino, conquistando il titolo mondiale Elite di Downhill e confermandosi sul tetto del mondo.

Una vittoria arrivata nel modo più spettacolare possibile, al termine di una finale nella quale il cronometro ha lasciato pochissimo spazio tra i migliori. Goldstone ha chiuso la sua discesa in 3:28.785, precedendo di 695 millesimi il neozelandese Lachlan Stevens-McNab. Ancora più sottile il confine tra argento e bronzo: Jordan Williams ha terminato ad appena sette millesimi da Stevens-McNab e a 702 millesimi dal nuovo campione del mondo.

Tre uomini in meno di un secondo. È probabilmente questo il dato che racconta meglio il livello della finale disputata sulla Black Snake.

Il percorso della Val di Sole ha fatto il resto. Ripido, veloce, irregolare e continuamente alla ricerca dell’errore dei piloti, il tracciato di Daolasa ha nuovamente mostrato perché sia considerato uno degli appuntamenti più difficili del downhill mondiale. Su una pista del genere non basta essere veloci: bisogna riuscire a esserlo quando la bici si muove sotto il corpo, quando le radici modificano continuamente l’aderenza e quando una traiettoria sbagliata può cancellare in pochi metri il lavoro di un’intera discesa.

Goldstone lo ha fatto senza bisogno di dominare ogni settore.

Il canadese ha infatti dovuto inseguire nella prima parte della finale. Stevens-McNab aveva costruito una discesa di altissimo livello e il suo tempo sembrava avere tutte le caratteristiche necessarie per trasformarsi in una medaglia d’oro. Goldstone ha però interpretato diversamente la seconda metà della pista, recuperando terreno proprio quando precisione e lucidità diventavano fondamentali.

È stata una rimonta costruita metro dopo metro, senza perdere aggressività e soprattutto senza commettere l’errore che la Black Snake aspetta sempre di presentare il conto.

Quando Goldstone ha attraversato il traguardo e sul cronometro è comparso il 3:28.785, il verdetto è diventato definitivo: ancora oro, ancora maglia iridata.

Il risultato assume un peso ancora maggiore perché arriva dodici mesi dopo il titolo mondiale conquistato a Champéry. A 22 anni Goldstone riesce quindi nell’impresa di difendere la maglia arcobaleno e porta a due i suoi titoli mondiali consecutivi tra gli Elite, dopo essere stato campione del mondo anche nella categoria Junior.

E proprio la Val di Sole rappresenta uno dei luoghi centrali della sua crescita.

Nel 2021, quando era ancora Junior, Goldstone aveva già conquistato qui un titolo mondiale. Poi sono arrivate le vittorie in Coppa del Mondo e ora un altro arcobaleno. Anni diversi, pressioni differenti e un livello degli avversari sempre più alto, ma lo stesso risultato: sulla Black Snake il canadese riesce continuamente a trovare qualcosa in più.

Il Mondiale trentino ha celebrato una dominatrice anche nella gara femminile. Valentina Höll ha conquistato il quinto titolo iridato consecutivo, un risultato che racconta da solo la continuità dell’austriaca ai vertici della disciplina. Alle sue spalle hanno completato il podio Lisa Baumann e Harriet Harnden.

Per il pubblico italiano la giornata ha avuto anche il sapore della medaglia grazie a Filippo Gilardino, bronzo nella prova Junior maschile, mentre il titolo è stato conquistato dallo svizzero Raoul Schneeberger.

Ma la Black Snake ha vissuto anche un momento dal significato completamente diverso. Per Eleonora Farina il Mondiale di casa ha rappresentato l’ultima gara della carriera. Un saluto davanti al pubblico trentino che ha trasformato la sua discesa in qualcosa che andava oltre il risultato cronometrico.

Alla fine, però, il Downhill torna sempre alla sua regola più semplice: una pista, un pilota e un cronometro.

Jackson Goldstone aveva una maglia arcobaleno da difendere e un’intera discesa per farlo.

Gli sono bastati 3 minuti, 28 secondi e 785 millesimi.

La Black Snake ha scelto ancora lui.

G.A.

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